Casa forte o torre colombara | Storia Arte Cultura

Casa forte o torre colombara

  Datazione: XIV secolo (corpo principale)

  Dimensioni:
   • corpo principale: pianta rettangolare 7 x 9m, altezza   12m (4 livelli)
   • torretta addossata: pianta rettangolare 4 x 3,3m,   ultimi due piani in aggetto di circa 30cm, altezza 17m (5   livelli)
   • volume destinato a cucina a pianta quadrata: lato 5m   e altezza 3m

 

 

 

Tecnica: edificio in muratura di pietra lavorata e malta di calce, parzialmente intonacata esternamente, quasi totalmente all’interno; orizzontamenti lignei e volte in muratura; utilizzo diffuso di catene lignee e di ferro all’interno della muratura con funzione di cerchiatura; presenza nella torretta di un aggetto su beccatelli in tonalite formati da mensole e architravi sagomati

Collocazione: località Colombera, comune di Berzo Inferiore (BS)

Proprietà: privata

L'edificio è di tipo rurale e residenziale, con carattere di rappresentanza; è blandamente fortificato e si sviluppa principalmente in altezza. La struttura sorge al limite
tra il fondovalle e le retrostanti pendici dei monti, in posizione panoramica sulla campagna sottostante, sulle vie di comunicazione storiche e sull’abitato di Esine (BS). In
sommità sono riconoscibili resti di posatoi per colombi e un'apposita torretta colombaia: da ciò, molto probabilmente, località ed edificio traggono il nome.
Il corpo principale è composto da due piani fuori terra, un sottotetto e un locale voltato seminterrato adibito in ultimo a stalla. Un primo ampliamento è riconoscibile
nella torretta addossata, spiccante di due piani, rispetto al corpo principale, in aggetto su beccatelli. L’interno della torretta è suddiviso in tre piani su voltine munite di
foro di passaggio. L’ultimo volume addossato all’edificio è costituito da un locale con funzione di cucina o caldera posto a monte a livello del terreno, collegato agli altri
due corpi con aperture ricavate in breccia. La torre è posta al centro di un grande prato rettangolare punteggiato di castagni e piante di noci, su una lingua di terreno
rilevato delimitato da due avvallamenti. In quello a sud ovest è ancora presente una derivazione d’acqua (già riportata sulle mappe catastali ottocentesche)
proveniente dal vicino corso del torrente Val Pelone, la cui provvista è sempre garantita da una ricca sorgente.
Descrizione dello stato attuale e degli elementi stratigrafici
Il prospetto nord-ovest (rivolto a valle) costituisce il fronte principale. Data la conformazione in pendenza del suolo – dovuta al conoide di deiezione del torrente Val
Pelone – è il più sviluppato in altezza. Centralmente, a terra, si nota un’apertura con i soli piedritti in tonalite e un sopraluce formato da telai in legno e grata in ferro;
l'apertura dà accesso, luce ed areazione al locale seminterrato, adibito a stalla sino a metà del secolo scorso. Sulla sinistra del portale è presente una piccola feritoia,
mentre all’interno si conservano le caratteristiche proprie della stalla: mangiatoie, canale di scolo centrale e foro sulla volta, attraverso il quale si gettava il fieno dal
fienile soprastante (ricavato dall’unione di tutti i restanti piani superiori). All’angolo est della stalla è presente una tramezzatura con relativa porta a chiusura di una
scala ricavata in breccia nel muro perimetrale: passando attraverso la cucina, essa fungeva da collegamento con i locali superiori. Al lato opposto inoltre, a ridosso del
muro di facciata, s'intravede la presenza di un precedente collegamento verticale, poi chiuso.

Al piano superiore sono leggibili due finestre murate: esse hanno cornici in pietra simona (arenaria, verrucano lombardo a grana molto fine) con davanzale modanato
e con segni della presenza di grate a gabbia sporgente (oggetto di spoglio). Tra le due finestre sono presenti dei fori e dei conci di tonalite, che corrispondono alla
struttura interna di un grande camino la cui canna fumaria in muratura si conserva per la parte incassata nel muro di facciata, con tracce del completamento di
muratura in foglio (vedere sezione). Salendo, sulla destra si apre una finestra fortemente dissestata: del tutto simile alle precedenti, ma ad esse non allineata, essa
presenta negli sguinci del lato interno i tipici sedili in muratura. Sul fianco opposto alla facciata permane una semplice feritoia, alla quale sul lato interno è stato
sovrapposto un camino (come indicano le due mensole in legno che reggevano la cappa).
Il coronamento della facciata è costituito da tre tozzi setti murari, forse merli o sostegni per la copertura. L’ultimo tetto in legname, lastre di pietra e coppi era
effettivamente posto sopra queste strutture ed è ora quasi completamente crollato. Lo spazio tra il setto centrale e quello di sinistra è stato obliterato per realizzare la
cappa del camino posto al piano sottostante (vedere sezione): il tamponamento presenta tracce dell’intonacatura che ricopriva i piani alti di tutto il complesso, ma si
evidenzia che un intonaco precedente ricopre ancora i fianchi dei due setti, celati dal tamponamento. Qui, è visibile un’apertura triangolare in cotto, tipica dei passaggi
per i colombi: lungo tutto il perimetro del corpo principale, con ogni probabilità, era infatti presente una cornice a mensola che fungeva da posatoio per i piccioni; a
prova di tale ipotesi sono presenti le mensole e una rigatura nell’intonaco, proprio a livello di questo elemento.
Appena sotto la linea del posatoio, sul lato interno della parete di facciata, sono visibili due fori quadrati riconducibili alla presenza di doccioni. Questi sono stati poi
chiusi esternamente e ricoperti dall’intonaco di facciata; tuttavia, uno dei due, è riconoscibile anche in esterno a causa della parziale caduta del rivestimento. La
presenza di tali elementi testimonia un livello delle coperture più basso dell’ultimo riscontrabile e, infatti, sui prospetti interni lunghi, sono visibili gli innesti di una
copertura a due falde con linea di gronda interna ai muri perimetrali compatibile con i doccioni (non è invece possibile riscontrare elementi simili sulla parete opposta
completamente intonacata).
Il lato nord-ovest della torretta addossata, partendo dal basso, presenta una finestrella ricavata in breccia, quadrata e chiusa con grata; è sormontata da una feritoia
probabilmente preesistente; a livello dell’estradosso della prima volta a botte ribassata interna è visibile uno degli accessi originali, utilizzabile solo attraverso scale
removibili. In corrispondenza di questa apertura è facilmente riscontrabile la continuità della muratura del corpo principale rispetto a quella addossata della torretta.
Al livello soprastante, in relazione al piano sorretto dalla seconda voltina, si trova una feritoia affiancata, sulla destra, da una seconda, poco più alta, tappata in seguito
per erigere la torretta, ma ancora leggibile come a servizio del corpo principale e ricavata in luogo dell’apertura tra due merli. Salendo, s’incontrano i beccatelli che,
con l’aiuto di catene di ferro, consentono l’aggetto della muratura soprastante nella quale si aprono diversi fori e feritoie e due finestre quadrate con cornici in
tonalite. Sono leggibili qui delle catene lignee annegate nella muratura (segnalate nel rilievo con tratteggio) con funzione di cerchiatura, rinforzo e collegamento in
orizzontale.
Il prospetto sud-ovest è quello che ha subito meno modifiche e pertanto la tessitura muraria originaria risulta più leggibile. L’attacco a terra è inclinato, così come la
linea d'imposta di tre mensole reggi trave in granito, infisse nella muratura; quella più a valle, sulla sinistra, chiude probabilmente una feritoia. La corrispettiva feritoia
sul lato sinistro risulta allargata a formare una finestrella quadrata, poi definitivamente murata. Al livello superiore – corrispondente internamente al solaio ligneo del
primo piano, di cui sono leggibili solamente i fori dei travetti – si aprono due feritoie laterali ed una finestra centrale. Quest'ultima era probabilmente dotata di cornice
in pietra e di grata, come quelle del fronte principale: ora ha per architrave un travetto di legno e come piedritti delle spallette in muratura. Il coronamento presenta i
merli come negli altri prospetti, ma con l’aggiunta di due sostegni in muratura per il sostegno della copertura recentemente crollata.

Si noti che su questo lato la torretta addossata emerge dall’edificio principale solo per gli ultimi piani. Dall’interno dell’edificio principale si leggono tre porte di
collegamento con la torretta, mentre una quarta (presente al pian terreno) sembra essere stata chiusa. Quella del secondo piano corrisponde al livello dei merli
dell’edificio principale: sopra di essa si vede la buca della trave di colmo di una copertura più bassa, mentre appena sotto il livello della soglia sono visibili gli ancoraggi
delle catene che ammorsano la torretta al corpo principale. In questi punti l’intonaco presenta una discontinuità che mostra i segni di un risarcimento dovuto alla
foratura del muro e al risarcimento successivo. La porta al terzo piano della torretta rendeva accessibile il colmo della copertura più recente: questa funzione fa
pensare che la porta possa essere l’ampliamento di una delle finestrelle.
Il prospetto sud-est è quello meno sviluppato in altezza. A livello del terreno presenta una porta dalle caratteristiche comparabili a quella della stalla, ma più stretta;
appena sopra, sullo spigolo sinistro, è visibile una particolare forma semisferica del bugnato delle teste di alcuni conci angolari (presente anche sugli altri spigoli, ma
meno raggiungibile alla vista del visitatore per la distanza dal suolo); si noti che questo dettaglio è stato riscontrato in un edificio di Ome (BS) databile alla seconda
metà del XV secolo. A livello del primo piano si aprono una feritoia, a sinistra, e, a destra, il probabile ingresso originale, oggetto anche questo di spoglio delle cornici.
Il coronamento è costituito dai già descritti setti-merli, mentre sul lato interno la muratura ha una canna fumaria incassata simile a quella in facciata.
A questo prospetto si affianca sulla destra, alla base, quello della cucina con l’unica finestra (rettangolare e con grata). L’attuale copertura in latero-cemento
sostituisce uno spiovente precedente, i cui segni restano sulle murature d’appoggio retrostanti. Questo fronte della torretta addossata è del tutto simile al lato nordovest,
salvo per il fatto che mancano le due finestre quadrate nella parte terminale in aggetto. Anche su questo lato è chiaramente visibile che la muratura della
torretta sia addossata a quella del corpo principale, in particolare qui si sovrappone anche all’intonaco dello stesso che risulta quindi già presente all’epoca di
realizzazione della torretta.
Il prospetto nord-est è dominato dalla torretta. La muratura del corpo principale retrostante presenta le tracce dei merli poi chiusi nell’innalzamento della torretta ed
in altre fasi. Alla base la cucina, aggiunta in ultimo, presenta il suo piccolo prospetto con il comignolo del camino, ora pericolante, e due feritoie ai lati. Sulla parete
della cucina si nota inoltre una piccola apertura formata da due coppi che costituisce lo scarico del lavello collocato all’interno in una nicchia, non più presente.
I primi tre piani della torretta sono prevalentemente in conci di tonalite rettangolari e allungati. Alla base, i blocchi sono di dimensioni maggiori e formano una leggera
scarpa. Ad ogni piano c’è una feritoia. La parte in aggetto ha le caratteristiche già descritte, cui si aggiunge una peculiare bifora asimmetrica composta da due aperture
quadrate, sormontata da una finestra con la sola architrave in tonalite.

Pietro Castelnovi


BIBLIOGRAFIA:

  • AA.VV., Arte in Val Camonica, Volume IV, Gianico, 2000; A.A. LEONI, Castelli e torri nella media-bassa Valle Camonica (BS), Tesi di specializzazione in Archeologia Medievale, Università degli Studi di Padova, A.A. 2010 - 2011, pp.24 -26; D. GALLINA, A. BREDA, Forme e tecniche dell’edilizia medievale di Ome, in La terra di Ome in età medievale, a c. di G. Archetti e A. Valsecchi, Ome 2003; P. CASTELNOVI, Analisi e recupero tecnico funzionale del complesso di San Lorenzo in Berzo Inferiore (BS), Tesi di laurea in Ingegneria edile – Architettura, Università degli Studi di Pavia, A.A. 2007-2008, pp. 14-15, 71.